I canti povegli, elementi strutturali esposti in ambiente mediterraneo, soffrono di infiltrazioni idriche e variazioni cicliche di umidità che accelerano il degrado del calcestruzzo e della muratura, riducendo la vita utile delle costruzioni storiche e moderne. Rilevare precocemente queste variazioni termoigrometriche è cruciale per prevenire fessurazioni, corrosione delle armature e proliferazione di muffe. Tuttavia, l’ambiente umido, le interferenze radio e le criticità legate alla collocazione fisica richiedono soluzioni IoT altamente affidabili, progettate per operare in modalità a basso consumo e con manutenzione minima. Questo articolo esplora, con dettaglio tecnico esperto, il processo passo dopo passo per implementare un sistema di monitoraggio avanzato basato su sensori capacitivi e resistivi, integrati con reti LoRaWAN e gestione intelligente dei dati, specificamente calibrato al contesto italiano e alle normative UNI EN 12514 e UNI 11373.
I sensori di umidità nei canti povegli si basano principalmente su due principi: capacitivo e resistivo. Il sensore capacitivo misura la variazione del dielettrico del calcestruzzo o della pietra, direttamente correlata al contenuto d’acqua; il sensore resistivo, invece, valuta la conducibilità elettrica, che aumenta con l’umidità. Per garantire precisione, i sensori devono essere calibrati in laboratorio con campioni rappresentativi del materiale utilizzato, applicando curve di riferimento umidità-temperatura che tengono conto dell’effetto termico, cruciale in climi mediterranei con forte escursione termica giornaliera. La calibrazione deve includere cicli umido-secco ripetuti per simulare esattamente le condizioni operative, con tolleranze di errore inferiori al 2% su scala percentuale di umidità.
“La calibrazione in condizioni controllate, con ripetizioni cicliche, è il fondamento per un monitoraggio affidabile: un errore del 2% può tradursi in un allarme falso o in un ritardo critico nella segnalazione di infiltrazioni.”
La progettazione inizia con una mappatura dettagliata del canto, identificando zone critiche: giunzioni tra blocchi, zone di drenaggio, superfici esposte a schiarite. Si raccomanda un’analisi storica delle infiltrazioni per priorizzare i nodi di monitoraggio. La topologia rete deve bilanciare copertura omogenea e resilienza: una rete a stella con nodi ripetitori strategici in corridoi strutturali garantisce connettività anche in presenza di interferenze da metalli o cavi elettrici, comuni in ambienti industriali o storici. L’alimentazione privilegia sensori a basso consumo con cicli di sleep programmabili (15-30 minuti) e harvesting energetico: pannelli fotovoltaici miniaturizzati integrati con generatori termoelettrici sfruttano le differenze di temperatura tra interno ed esterno del cantile, riducendo la necessità di sostituzione batterie.
| Fase | Azione | Dettaglio tecnico |
|---|---|---|
| Mappatura critica | Analisi storica infiltrazioni + ispezione visiva | Identificare microfessure, condotti secondari e zone di ristagno |
| Scelta topologia rete | Stella con ripetitori a 50-100m di raggio | Garantisce copertura continua anche in zone con interferenze strutturali |
| Alimentazione | Batterie a lunga vita + harvesting termoelettrico | Riduce costi di manutenzione e aumenta durata operativa |
La fase di installazione è critica per prevenire condensa interna e garantire affidabilità a lungo termine. Si inizia con la pulizia meccanica (rimozione polvere, ruggine, materiali gommosi) seguita da una pulizia chimica con solvente biodegradabile non corrosivo. La superficie deve essiccare completamente (24-48h) in ambiente ventilato e asciutto per evitare formazione di condensazione sotto il sensore. Il montaggio richiede adesivi strutturali resistenti all’umidità (es. silicone medicale di classe H4), applicati con tecniche controllate per eliminare bolle e spazi vuoti che possono generare micro-condensa. I dispositivi vengono fissati con staffe a compressione, evitando forature eccessive; si raccomanda l’uso di guaine barriera al vapore (PTFE) sotto il sensore per controllare la diffusione del vapore, integrando monitoraggio della temperatura per correlare dati umidità e termici in tempo reale.
Un’attenzione particolare va alla validazione post-installazione: eseguire un test “umidità controllata” simulando infiltrazione in laboratorio con umidità relativa del 90% per 72h, monitorando risposta del sensore e assenza di segnali falsi. Questo step evita errori costosi legati a falsi allarmi o mancata rilevazione.
La trasmissione dati avviene tramite protocollo MQTT con QoS 1 per affidabilità e AES-128 per crittografia end-to-end, minimizzando la dimensione payload a meno di 150 byte: umidità (%) + temperatura (°C) + timestamp (UTC). I dati vengono inviati a gateway locali (Edge IoT) che effettuano aggregazione e filtraggio, riducendo il traffico verso il cloud. Archiviamento su piattaforme italiane come InfluxDB o TimescaleDB consente query time-series efficienti e visualizzazione dashboard. L’alerting si basa su soglie dinamiche calcolate statisticamente dai dati storici locali: oltre 18% umidità relativa per 48h attiva un allarme via email, SMS e notifica push, con escalation automatica se persistente.
| Parametro | Valore tipo | Scopo |
|---|---|---|
| Frequenza campionamento | 15 minuti | Rilevazione tempestiva variazioni |
| Formato payload | JSON minimo: {"id": "sens-001", "umidita": 16.2, "temperatura": 21.5, "timestamp": "2024-05-20T14:30:00Z"} | Trasmissione sicura e leggera |
| Protocollo di comunicazione | MQTT QoS 1/AES-128 | Affidabilità e sicurezza dati |
| Soglia allarme critico | 18% umidità relativa per 48h consecutive | Prevenzione degrado strutturale |
- **Condensa interna**: causa frequente di falsi allarmi o malfunzionamenti. La causa più comune è installazione senza barriera al vapore o sigillatura insufficiente. Soluzione: utilizzare guaine PTFE o film barriera controllata sotto il sensore, verificata con termografia post-in
সম্পাদক ও প্রকাশক: মোঃ সোহেল চৌধুরী; অফিস: ফিরোজ মার্কেট ২য় তলা, শাপলা চত্বর টেকনাফ। মোবাইল ০১৩২৩৯৩৫৮৬৬
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